martedì 5 marzo 2013

Quando la scuola fa paura alle bambine: 150 milioni di ragazze sotto i 18 anni subiscono violenze soprattutto a scuola

Il 5 marzo Plan presenterà alla 57° Commissione delle Nazioni Unite sulla Condizione delle Donne un Report sulla violenza a scuola e chiederà ai governi di intervenire efficacemente

 “Ogni giorno prima di andare a scuola, aiuto mia mamma a prendere l’acqua dal pozzo, una volta arrivai a scuola tardi e il mio insegnante per punizione mi costrinse a camminare sulle ginocchia dal cancello dell’edificio scolastico alla mia classe. Quando vi entrai avevo le ginocchia coperte di sangue, le calze sporche di terra e sangue, ero dolorante. A casa dissi a mia mamma che non sarei più andata a scuola; mi confortò e mi fece capire che dovevo continuare a studiare. Seguii il suo consiglio, ma ancora adesso ho paura del mio professore”.
Questa è la storia di Ya Marie Jah, una ragazza della Sierra Leone che ha avuto il coraggio di raccontare quanto le è successo davanti alla Commissione delle Nazioni Unite sulla Condizione delle Donne nel 2011. Un membro di Plan, che lavora nel suo villaggio, dopo un percorso con la ragazza di accrescimento della propria autostima e delle capacità di leadership, le ha insegnato ad utilizzare la sua testimonianza per fermare la violenza a scuola nella comunità in cui vive e per sensibilizzare l’opinione internazionale.
Purtroppo tante sono le Ya Marie Jah non solo in Sierra Leone, ma in Africa e nel mondo, la violenza nelle scuole attraversa i continenti come un “virus”, milioni di bambini vivono costantemente nella paura di essere fisicamente malattrati con la scusa di ricevere una qualche forma di disciplina. Oltre l’80% di bambini in diversi Paesi subiscono punizioni corporali.
Ogni anno tra i 500 milioni e un miliardo e mezzo di bambini subiscono violenza (fisica, psicologica, sessuale) dentro e fuori le mura scolastiche: il viaggio quotidiano da casa a scuola cela pericoli che vanno dall’intimidazione, all’aggressione, ma spesso vengono abusati proprio da coloro che conoscono e di cui si dovrebbero poter fidare: gli insegnanti e gli educatori scolastici. In particolare sono le bambine che rischiano di più: 150 milioni di ragazze sotto i 18 anni e 73 milioni di ragazzi subiscono violenze di carattere sessuale (dalla molestia allo stupro, dalle offese allo sfruttamento); circa la metà di queste forme di violenza sono commesse contro ragazze cha hanno meno di 16 anni.

La violenza è la principale barriera all’istruzione delle bambine, se ne contano 66 milioni prive di un’educazione scolastica che è il vero grande strumento per trasformare la loro vita. La loro istruzione è già resa precaria da altri fattori come la povertà, la bassa stima dei genitori nei confronti della scuola nonché da stereotipi di genere che portano a considerare l’istruzione di una bambina meno importante di quella di un bambino.
Plan, che si fa portavoce dell’uguaglianza di genere e dell’istruzione delle bambine, presenterà il 5 marzo il report “I diritti della bambina per imparare senza paura” (da cui sono stati tratti i dati sopra citati) al 57° Incontro della Commissione delle Nazioni Unite sulla Condizione delle Donne − che si tiene dal 4 al 15 marzo – per indurre i governi a prendere decisioni sulle necessità delle bambine e bambini, con particolare attenzione al contesto scolastico, a fare leggi con il chiaro intento di proteggere i diritti dei bambini da ogni forma di violenza e di considerarli tutti uguali tra loro. Quest’anno il tema prioritario del 57° Incontro della Commissione delle Nazioni Unite sulla Condizione delle Donne riguarda la prevenzione e l’eliminazione di tutte le forme di violenza contro le bambine e le donne.

Plan riconosce da tempo il ruolo centrale dell’educazione scolastica delle bambine nella lotta alla povertà. La Campagna lanciata nel 2007 Because I am a Girl ha come obiettivo quello di garantire ad almeno 4 milioni di bambine l'accesso ad una istruzione di qualità per almeno nove anni di scuola. La violenza nelle scuole è una delle principali barriere che la campagna si prefigge di combattere per permettere alle giovani di sviluppare pienamente il proprio potenziale, garantendo per loro stesse, la propria famiglia e per l'intero Paese un positivo ritorno economico e sociale. Per chi volesse saperne di più sulla Campagna Because I am a Girl e su come sostenerla https://www.plan-italia.org/unisciti-a-noi/investi-nel-girls-fund/


Postato da Yorker University

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